Energia eolica: allarme Aea, i vincoli ambientali dimezzano la capacità produttiva
I vincoli ambientali in Europa dimezzano la capacità produttiva dell'eolico: potenzialmente 75mila Twh entro il 2030 contro i 142 Twh del 2008.
Lo rivela il recente rapporto dell'Aea, Agenzia europea dell'ambiente, che sottolinea come le istanze ambientaliste, soprattutto quelle legate all'impatto visivo delle pale, risultano essere un vero e proprio freno a mano per lo sviluppo dell'eolico tradizionale e off-shore, le cui potenzialità sono limitate del 90%.
Secondo l'Aea, sulla base delle sole capacità tecnologiche, l'Europa potrebbe arrivare a produrre 70mila Twh di energia eolica entro il 2020 e 75mila Twh entro il 2030, contro i 142 TWh (per 65 GW installati) del 2008.
Un ulteriore freno è dovuto alla sostenibilità economica degli impianti. Una voce che si lega a doppio filo con il problema della rete sia di trasmissione che di distribuzione "inadeguata" in molti Paesi, tra cui l'Italia, per "estensione e ammodernamento".
L'Aea ha poi indicato le aree con il maggiore potenziale di sviluppo. Per quanto riguarda gli impianti su terra: l'Europa nord occidentale. Mentre sul fronte offshore: il Mare del Nord, il Mar Baltico e l'Oceano Atalntico, con opportunità di sviluppo anche in specifiche aree del Mediterraneo e del Mar Nero.
10 / 06 / 2009
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