Rinnovabili: il futuro dei pannelli solari sta nei moduli ibridi La nuova frontiera del fotovoltaico è "rappresentata dai moduli ibridi organici/inorganici" che hanno "vantaggi unici" rispetto agli altri metodi di costruzione dei pannelli solari.
A dichiararlo è Giovanni Palmisano, esperto del settore e consulente per lo sviluppo industriale di nuovi progetti fotovoltaici che collabora con il Polo solare organico della Regione Lazio (Chose).
Questa tecnologia ibrida comprende "un colorante organico e un semiconduttore inorganico il TiO2 (diossido di titanio) - spiega Palmisano nell'approfondimento del prossimo numero de mensile di mobilità sostenbilie e ambiente "Ruoteperaria Magazine" -.
I vantaggi consistono nel basso costo e nel facile smaltimento delle materie prime di cui sono costituiti, la trasparenza, la possibilità di ottenere colorazioni diverse dal giallo chiaro al marropne scuro e un'efficienza accettabile oggi pari al 7-8% ma con ampi margini di miglioramento".
Da febbraio è attiva al Chose la fase produttiva "che porterà alla realizzazione di una linea di produzione industriale di pannelli Dsc per integrazione architettonica in facciate di vetro.
Inizialmente la produzione sarà limitata a 10mila metri quadri all'anno - aggiunge Palmisano - e le tecniche usate (principalmente serigrafiche) sono facilmente integrabili nelle filiere di produttive delle piccole e medie imprese italiane".
06 / 03 / 2009
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